Pubblicità progresso

Penso l’abbiano pensato tutti, recentemente.

Pubblicità progresso?
[…] Sedetevi a tavola con la TV accesa sulla pubblicità! Primo spot: due complici e giovanili signore si confidano il segreto di come cancellare il cattivo odore delle perdite di urina (testuali parole). Secondo spot: alcuni nanetti di gesso, decorazione principe dei giardini italiani, si animano per la puzza (parola ripetuta più volte tappandosi il naso) della fossa biologica, avvisando la padrona di casa che, disgustata, propina formule magiche a base di prodotti chimici.
Finalmente, obtorto stomaco, vi apprestate a gustare un piatto di linguine al tonno e pesto, ricetta di Carloforte, quando senza pietà compare il terzo spot. Un tipo fighissimo, tipo giovane lupo di mare, sta mangiando di gusto con una pattada pezzi di tonno da una scatoletta: l’immagine si sposta su un gruppo di tonni tristi ed impalati che osservano mestamente una corona funebre che galleggia nell’acqua ed il tipo rivolgendosi a loro dice: sono sempre i migliori che se ne vanno per primi!
A questo punto la dieta suggerita dalla pubblicità ha lasciato una scia di medici dietologi senza lavoro.
Marco Pacifici, marcopacificim@libero.it

Caro Peacefuls, lei ha ragione: la pubblicità, da qualche tempo, ci prende allo stomaco. Sospetto non sia casuale. L’importante è farsi notare; se vuole, il telespettatore può sempre cambiare canale (io voglio, spesso). Spero che anche la cosiddetta “pubblicità sociale” adotti lo stesso metodo. So che in Francia stanno trasmettendo un video-choc per convincere i guidatori a NON mandare/leggere gli sms mentre guidano. […]