And now for something finally different. (Un post egocentrico ed autoreferenziale).

Mi laureo. Non che questo accadrà a breve, anzi, dato che mancano ancora alcuni requisiti fondamentali, non ultima la tesi. A dire il vero, mi sono sempre promesso di dirlo una volta superato Linguaggi Formali e Compilatori, fatto che è avvenuto – in modo rocambolesco e soggettivamente epico – ieri, in un caldo pomeriggio di un ottobre milanese, ora di pranzo.

Ma non ritengo sia un grande traguardo: Ingegneria Informatica al Politecnico, pur con alcuni ostacoli che appaiono momentaneamente insormontabili, non è la facoltà mangiastudenti che ha la fama di essere e, tutto sommato, questa la mia laurea non arriverà con grande merito né con voti particolarmente soddisfacenti.

Ciò che mi rende sereno, tuttavia, e che mi fa – per certi aspetti – soddisfatto, è la ritrovata ed entusiastica libertà di pianificare il futuro; probabilmente, non chiedevo altro. E, assieme ad esso, nuovi traguardi emergono, che l’ambizione rende esotici e ricchi del fascino delle nuove conquiste.

Quindi, tanto per fare il punto della situazione, quanto per crogiuolarmi ancora un poco in sogni dai tratti così gioiosamente infantili, ecco un elenco di propositi per il futuro prossimo:
– viaggiare: dalla prossima meta, Parigi, al desideratissimo Coast to Coast (l’estate prossima?); finalmente ottengo maggiore libertà economica e maggiore tempo libero per pianificare le prossime mete;
– leggere e vedere film: sere più libere e maggiore calma dovrebbero restituirmi, per soddisfare le mie curiosità, un tempo che ormai manca da più di sei mesi;
– e, non da ultimo, lavorare: la possibilità di dedicarmi a tempo pieno ad un lavoro come quello attuale, mi riempie di determinazione ed entusiasmo. Il lavoro nobilita l’uomo? Si, assolutamente.

Il futuro, dunque, sembra oggi più nuovo.

And now for something finally different.